Chiamata diretta: anche il governo contro Formigoni

Avrà forse ragione Formigoni, quando si lamenta di essere assediato dai poteri forti (o era Monti, quello?). Fatto sta che il Consiglio dei Ministri, nella seduta del 15 giugno, ha deciso di impugnare di fronte alla Corte Costituzionale la legge regionale n. 7 del 18 aprile 2012, quella che contiene l’ormai famigerato passaggio sui concorsi di istituto per reclutare il personale docente con incarico annuale.

Lasciando da parte gli aspetti più tecnici, la vicenda era in realtà di ben poca sostanza: per Formigoni la scuola è più strumento di propaganda che altro. Ma è comunque significativo l’atteggiamento del governo, che ha deciso di non seguire nella loro pasticciata fuga in avanti il governatore lombardo e dell’assessore regionale Aprea.

Come spesso accade quando si fa propaganda e ideologia invece di cimentarsi con la realtà, adesso tocca contare i feriti rimasti sul campo di battaglia. Ovvero registrare l’ennesimo irrigidimento delle parti su un tema tanto delicato quanto fondamentale come quello della selezione degli insegnanti per le nostre scuole: una selezione che, non mi stancherò di ripeterlo, così com’è non funziona.

Assegnare maggiori responsabilità alle scuole circa la scelta dei docenti da assumere e mandare in cattedra è un passaggio che, prima o poi, dovremo deciderci a realizzare. Pena la rinuncia a completare l’unica vera riforma della scuola degli ultimi tre decenni, quella dell’autonomia. L’esperienza di una scuola simbolo come Rinascita, a Milano, è lì a dirci quali potenzialità possono liberarsi dando alle scuole voce in capitolo sulla scelta degli insegnanti (non che basti questo a far funzionare bene una scuola, ovviamente).

Ma si tratta di una materia tanto delicata da richiedere ben altra competenza, attenzione e trasparenza di intenzioni, per essere affrontata con qualche probabilità di successo.

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3 commenti

  1. Claudio · · Risposta

    Eppure, anche in questa occasione il Pd è nella retroguardia. La proposta di Formigoni e Aprea non va bene, d’accordo, ma dovremmo sentirci contrapporre qualche proposta più audace, più radicale, magri come quelle che lasci intuire tu, senza scoprirti troppo…. invece no, il PD risulta – quali che siano i buoni motivi per opporsi a Formigoni – alla coda del movimento dei precari, delle paure corporative dei docenti, sempre in difesa, e sempre spacciando tutto ciò come “di sinistra”.

  2. Sai sempre come rigirare il coltello nella piaga, e fai benissimo a farlo.
    Personalmente, qui non mi scopro perché l’ho già fatto più volte. Per quanto mi riguarda, il concorso a livello di singola scuola o di reti di scuole è la soluzione più funzionale, rispettosa sia dellla Costituzione che dell’autonomia delle scuole. L’argomento classico che così i presidi chiameranno solo i loro amici cade facilmente se solo si inizia a valutare seriamente la qualità delle scuole e dei dirigenti, legando le progressioni di retribuzione di questi ai risultati della loro scuola (tutte cose che sai molto meglio di me, ma che riscrivo con piacere per maggiore chiarezza).

  3. [...] degli insegnanti, altro tema caldissimo, è di poche settimane fa la scelta del governo Monti di impugnare davanti alla suprema corte la decisione della Lombardia di avviare forme di reclutamento dei docenti annuali attraverso [...]

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