Su l’Unità di ieri, strana intervista a Giuliano Pisapia. Strana perché vi si leggono affermazioni sulle primarie che mal si conciliano con la storia recente del sindaco di Milano, arrivato alla candidatura proprio grazie alle primarie in cui sconfisse, tra gli altri, il suo attuale assessore alla Cultura, Stefano Boeri.
Dice Pisapia:
E più avanti:

Siamo in perfetta linea Bersani: si scrive un programma, si costruisce una coalizione e poi si fanno le primarie per decidere chi dovrà realizzare quel programma. Come se le primarie fossero soltanto la scelta della faccia e il candidato premier sia una variabile ininfluente, il mero esecutore materiale di un disegno deciso altrove. Come se le regole per le primarie e i programmi dei candidati fossero la stessa cosa. Come se fosse normale chiedere che Vendola o Renzi, in caso di vittoria, si impegnino a realizzare il programma scritto da Bersani. Come se gli elettori delle primarie, soprattutto, non avessero nessun diritto di contribuire a definire il programma con il loro voto.
Ci tocca iscrivere anche Pisapia al club del caminetto, temo.